I dati Cinetel relativi dal 2025 confermano la tenuta del box office italiano. Gli incassi superano i 496 milioni di euro, i biglietti staccati sono 68,3 milioni. Più o meno gli stessi livelli del 2024 e del 2023.
A fare la differenza, però, è il cinema italiano. Nel 2025 i film nazionali arrivano a coprire il 32,7% degli incassi e il 33,3% delle presenze: il miglior risultato dal 2016. Tradotto in numeri concreti, vuol dire 162,4 milioni di euro e 22,7 milioni di spettatori.
Per quanto riguarda Roma e il Lazio, le sale romane incassano 47.592.158 milioni di euro, con 6.206.333 spettatori. Nel resto della regione si aggiungono 18.715.544 di euro e 2.855.022 presenze. In totale, circa 67 milioni di euro e oltre 9 milioni di spettatori. Numeri che ricordano quanto le sale cinematografiche siano un’infrastruttura culturale strategica per l’economia del territorio.
Se si guarda solo alla produzione italiana, nella top ten dei più visti nel 2025: Buen Camino, Follemente, Diamanti, Io sono la fine del mondo (girati interamente o in parte a Roma) e Oi vita mia. Il titolo di punta è Buen Camino di Gennaro Nunziante, che chiude il 2025 in testa con 36 milioni di euro e 4,4 milioni di presenze.
Allargando la visione oltreconfine, l’Italia regge meglio di molti altri mercati. La Francia perde il 13,6% delle presenze, la Spagna il 5%. Il Regno Unito resta sostanzialmente fermo, mentre la Germania cresce del 7,3%. In questo contesto, la stabilità italiana non è solo un dettaglio statistico.
Infine, il pubblico. Il 2025 segna un vero ritorno in sala degli over 60, in crescita del 26% rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo la fascia 15–24 anni resta la più forte in assoluto, con il 22% dei biglietti venduti. Due estremi che si incontrano proprio lì, in sala. Perché il cinema, prima di essere un contenuto, è un luogo, sempre più “terzo luogo”, autentica piazza culturale del suo territorio.

