Chiara Bordi, il debutto da attrice e l’importanza di amare se stessi

Il 21 settembre 2022 è stata resa disponibile sulla piattaforma di Amazon Prime Video la serie Prisma, ideata da Alice Urciolo e Ludovico Bessegato. Si tratta di una serie teen che racconta le vicende di un gruppo di ragazzi di Latina, in particolare modo dei gemelli Andrea e Marco. Tante le tematiche affrontate, come il bullismo, l’autolesionismo, la fluidità di genere, lo spaccio di droghe leggere, la sessualità.

A dare corpo e anima a questa storia un cast di giovani attori che vede oltre al già noto Lorenzo Zurzolo, Mattia Carrano, Caterina Forza (già apprezzata in 3/19) e Chiara Bordi, qui al suo debutto attoriale.

22 anni e originaria di Tarquinia – modella, studentessa e ora anche attrice – Chiara ha fatto molto parlare di sé quando nel 2018 ha partecipato al concorso di Miss Italia arrivando terza. È stata la prima ragazza disabile a partecipare al concorso e purtroppo i commenti infelici non sono mancati sui social. Ma lei ha guardato oltre ed è andata avanti, con forza e con tenacia. Come ha fatto dopo l’incidente con il motorino che a 13 anni le è costato l’amputazione di una gamba.

Determinazione che l’ha portata a debuttare come attrice, come dicevamo, nella serie di Amazon Prime. 

“Personalmente non ci credevo veramente quando sono stata presa. Non riuscivo a crederci e probabilmente all’inizio non mi sono sentita proprio all’altezza di tutto questo”.

Ma nonostante l’incredulità e anche la consapevolezza di un gap recitativo da dover colmare, Chiara Bordi si è impegnata al 100% per cercare di fare del suo meglio.

“Ho un’immensa gratitudine per essere stata scelta, per aver vissuto questa esperienza, penso sia stata una immensa fortuna”.

La scintilla che ha portato alla realizzazione della serie è stata la lettura da parte di Alice Urciolo e Ludovico Bessegato di una raccolta di poesie di Giovanna Cristina Vivinetto, una poetessa transgender che nel libro racconta il suo percorso di scoperta, dialogo accettazione della sua identità di genere quando aveva 16 anni. Da lì i due sceneggiatori hanno preso spunto per parlare di tematiche importanti del mondo adolescenziale. Tra queste anche la disabilità.

“In Prisma interpreto Carola, una ragazza che vive la sua disabilità in modo molto naturale. È spontanea diretta e schietta. E manda un messaggio importante: esser liberi di mostrarsi e amare il proprio corpo sempre”.

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