DALLA PAROLA ALLO SCHERMO: IL PROGETTO DI NICCOLO’ STAZZI

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Un nuovo racconto di ‘Dalla parola allo schermo’, che ha come obiettivo quello di sostenere la scrittura cinematografica e audiovisiva, supportando piccoli e grandi progetti destinati alla realizzazione di opere audiovisive per il grande schermo ma anche per il web, credendo sempre di più nelle eccellenze del territorio.

La storia di Niccolò Stazzi, “Una Fine”, tra i vincitori della graduatoria relativa al bando del 2022., è un racconto universale, che mette in mostra le conseguenze, a distanza di anni, di un evento traumatico come una separazione ma sarà il tempo a dare le giuste risposte.

 

SINOSSI 

STEFANO (45) e ANNA (43) si sono lasciati da qualche anno.
Una storia d’amore ventennale, intensa come poche altre, che nel passaggio del tempo si è trasformata in una lenta agonia culminata con una dolorosa separazione. Poi ciascuno di loro si è costruito una nuova famiglia e ha cercato faticosamente di rimuovere quel tormentato passato che li legava.

Ora, dopo molto tempo, i due ex coniugi dovranno rivedersi davanti ad un giudice per la sentenza di divorzio. Nonostante sia un passaggio solo amministrativo, la durezza emotiva del momento è ben visibile sui loro volti: una parte della loro vita si sta per chiudere per sempre. Ma giunti in tribunale gli comunicano che, per motivi personali, il giudice arriverà solo l’indomani. Non potendo tornare a casa per via della distanza e per una tempesta di neve in corso, Stefano e Anna sono costretti a passare la notte in hotel.

Ma quel che sembra un fastidioso contrattempo burocratico si trasforma ben presto in un doloroso confronto sulla loro relazione passata. Che cosa ne è rimasto a distanza di anni? Tra rancori mai sopiti, sofferenze subite, inaspettate risate e nostalgici ricordi di un tempo ormai irrecuperabile, i due protagonisti sono costretti a confrontarsi con un passato che ha causato loro un dolore insuperabile, ma anche regalato un’amore mai più provato. Basterà a riavvicinarli?

INTERVISTA A NICCOLO’ STAZZI – AUTORE DI “UNA FINE”

La storia di questo lungometraggio è universale, si avvicina a tantissime coppie che vivono questa situazione. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere e far arrivare al pubblico?

“UNA FINE” prende spunto da una vicenda realmente accaduta ad un mio caro amico.Il film è un dramma romantico, una storia universale che racconta le conseguenze, adistanza di anni, di un evento traumatico come lo è una separazione. Quali strascichi emotivi si porta dietro? Si possono riannodare i fili di una storia ormai finita?La fine di una grande storia d’amore è come una sorta di elaborazione del lutto e il film è appunto uno sguardo profondo ed intimo su un rapporto che muore, si distrugge e si rinnova. Una storia d’amore di due persone che si sono salvate a vicenda e che nonostante i dolorosi trascorsi, non possono, forse, rinunciare l’uno all’altro. Perchè come lessi qualche tempo fa in un bellissimo libro, l’amore, quello vero, non finisce mai, ma forse semplicemente si trasforma. Ci vorrà tempo e un percorso faticoso di accettazione, ma ci si arriva. E forse questo è il messaggio del film.

Oltre ad essere uno sceneggiatore ti occupi anche della parte editoriale di progetti per il cinema e la televisione, durante la scrittura del soggetto hai immaginato anche da un punto di vista produttivo come poter realizzare la storia?

Si certo assolutamente. Sono abituato a valutare i progetti anche dal punto di vista della loro fattibilità e dell’appeal produttivo e distributivo che hanno. Questo, a dispettodi un tema molto forte e complesso, è un film abbastanza semplice da realizzare. Tutto si svolge in un’unica notte, in pochissime location e con la possibilità di coinvolgere due attori importanti capaci di attirare un eventuale e futuro pubblico. Il film è tutto sulle loro spalle.

Ad oggi, dopo l’uscita della graduatoria del bando “Dalla parola allo schermo”, sai già come impostare la sceneggiatura e tutti i particolari che vanno a caratterizzare la storia?

In buona parte si. Vorrei anche che fosse una sceneggiatura non troppo dettagliata in modo tale da lasciare spazio di “lavoro” agli attori che interpreteranno i due protagonisti. Non vorrei “legarli” troppo con una sceneggiatura estremamente definita, ma mi piacerebbe che fosse aperta al contributo dei due interpreti. Parliamo di un esperienza umana molto forte e la componente interpretativa può influenzare molto la verità della storia raccontata.

Rispetto alle location, ti sei immaginato un posto in particolare del Lazio in cui ambientare il racconto?

Ho immaginato una storia vicino al mare. Una località marina di provincia in un periodo invernale. Una località in cui il mare sia spesso in tumulto. Di recente ho girato un film a Civitavecchia e potrebbe essere una location ideale.

 

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