‘DALLA PAROLA ALLO SCHERMO’ : ‘ULIS’ IL PROGETTO DI FABIANA DE BELLIS

L’avviso ‘Dalla parola allo schermo’  ha come come obiettivo quello di sostenere la scrittura cinematografica e audiovisiva, supportando piccoli e grandi progetti destinati alla realizzazione di opere audiovisive per il grande schermo ma anche per il web, credendo sempre di più nelle eccellenze del territorio.

Il progetto, arrivato primo in graduatoria, relativa al bando del 2022,  è Ulis di Fabiana De Bellis, soggetto di un cortometraggio che tratta temi come bullismo, differenze di genere e abilità, ambientando questi elementi nel poema epico dell’Odissea e riconducendoli al canto delle sirene di Ulisse attraverso l’avventura della piccola Gaia.

 

SINOSSI 

L’avventura di Gaia, ragazzina ipoacusica che, alla recita di fine anno, si candida per il ruolo di Ulisse. Tra la sorpresa e l’ilarità che la sua scelta suscita nella piccola comunità scolastica di Ventotene, Gaia farà di tutto per sconfiggere i suoi mostri e attraversare le Sconciglie senza farsi ammaliare.

 

 

Il titolo fa riferimento a Ulisse e alla LIS (la lingua italiana dei segni) che la nostra eroina usa per comunicare con la sua famiglia e vuole testimoniare, con un piccolo ma esemplare atto di coraggio, lo sforzo che tanti meravigliosi e altrettanto meravigliose “Ulisse” compiono quotidianamente per affrontare i loro mostri. Ulis è un invito guardare avanti con ottimismo, a un futuro dove alla magia non dobbiamo credere né bistrattarla. Ce la dobbiamo inventare. E le nostre trazioni e leggende ce le dobbiamo tenere care, anche reinterpretandole.

INTERVISTA A FABIANA DE BELLIS – SCENEGGIATRICE DEL PROGETTO 

Attraverso un’intervista Fabiana De Bellis ci ha spiegato come nasce l’idea di questo progetto e quale sarà il percorso che porterà avanti dopo aver ricevuto il contributo da parte della Regione Lazio con l’avviso a cui ha partecipato.

Come nasce l’idea di questo progetto?

L’idea di questa storia nasce dall’esperienza di mia figlia che, alla recita di fine anno, si è candidata per interpretare non Ulisse ma David, sconfiggendo con successo il gigante Golia e zittendo alcuni compagni che avevano visto con scetticismo il suo ruolo in quanto “femmina”

Il collegamento creato tra il poema epico dell’Odissea ed il fenomeno del bullismo, che rimanda alla società odierna è innovativo. Hai già pensato a come poter strutturare i dialoghi o la descrizione delle varie scene?

Gaia, la protagonista di questa storia, è curiosa e determinata. Una piccola Ulisse nel corpo di una bambina ipoacusica che ama le sfide e non si tira indietro di fronte a niente. Come l’eroe omerico, Gaia deve combattere i suoi mostri che, nel suo caso, sono i bulli della classe che non perdono occasione per deriderla e molestarla.

Le scene e i dialoghi sono costruiti a partire dal suo punto di vista, quello che Gaia sente quando porta l’apparecchio acustico e quello che invece vede e “sente” usando altri sensi quando quest’ultimo non è disponibile o è rotto. L’idea è quella di raccontare il suo mondo fatto di immagini e immaginazione, ritmi e suoni che si accordano con il suo primo strumento, il cuore.

Ti sei ispirata ad un modello in particolare riguardo lo stile di scrittura della storia?

Stand by Me ed E.T. the extra-terrestrial sono, in senso lato, le mie fonti d’ispirazione. Non si può non guardare a questi due capolavori se ci si imbatte nel racconto della delicata fase della preadolescenza. È un’età di scoperte, di grandi amicizie, di prepotenza e forte senso di giustizia. In ogni caso, ho guardato al film di Reiner per il coraggio dimostrato dal gruppetto dei “perdenti” nel fronteggiare Ace Merrill e alla scelta di Spielberg di seguire lo sguardo di Elliott ritraendo il mondo degli adulti alla sua altezza d’occhi, dalla cinta in giù.

Ti sei posizionata nella prima posizione della graduatoria per l’avviso “Dalla parola allo schermo”, adesso come pensi di procedere con il progetto?

Ora arriva la parte più difficile per me. La scrittura è il mio elemento. Mi piace scrivere di tutto e scrivo in continuazione ma non sono altrettanto abile nel vendere me stessa. In ogni caso, questa vittoria mi dà una spinta in più per propormi e proporre il mio lavoro. Sto contattando produzioni e cercando altri fondi per poter girare questo breve film e farò di tutto per riuscirci.

Ventotene è una dei magici luoghi presenti nel Lazio, come mai hai deciso di ambientare lì la storia?

Sono romana e trascorro le mie estati tra il Circeo e Ventotene. Quest’isola per me è un luogo del cuore. Poco più di 2 km che ogni volta mi sorprendono con qualcosa di nuovo. Tutta questa zona, a dire il vero, è magica. Ha un passato forte che intreccia la storia (e la preistoria) con la leggenda. Ha un mare spettacolare che, in questo racconto, non è solo una location ma un personaggio con la sua generosità, i suoi misteri, la sua violenza.

La fase di scrittura per un progetto cinematografico è essenziale, è la base da cui partire, da cui poter immaginare il film e poterlo realizzare visivamente; proprio per questo la Regione Lazio crede e vuole sostenere questa iniziativa, credendo sempre di più nella realizzazione di progetti cinematografici e audiovisivi.

 

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