DALLA SCUOLA VOLONTÉ AL TEATRO ELFO PUCCINI: EMANUELE SICIGNANO E AURELIO VATTERONI PORTANO IN SCENA “L’APOCALISSE O QUEL CHE NE RIMANE”

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Segnalato al Premio Hystrio Scritture di Scena 2026, il testo scritto a quattro mani dai due ex allievi della scuola di cinema romana arriva a Milano nell’ambito del progetto Situazione Drammatica.
I percorsi della formazione cinematografica e della drammaturgia teatrale tornano a intrecciarsi con successo. Emanuele Sicignano e Aurelio Vatteroni, due giovani talenti diplomatisi alla Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté di Roma, approdano al Teatro Elfo Puccini di Milano (Sala Bausch) con la lettura scenica del loro testo “L’apocalisse o quel che ne rimane”.
L’appuntamento è inserito nell’ambito delle iniziative di Situazione Drammatica / Il copione, con la cura di Tindaro Granata e la collaborazione di Renato Gabrielli, dopo aver ottenuto l’importante riconoscimento della segnalazione al Premio Hystrio Scritture di Scena 2026.

Un ritratto frammentato e surreale del presente

“L’apocalisse o quel che ne rimane” si presenta come una costellazione di quadri iperrealisti e paradossali che interrogano lo spettatore sul senso della fine e sulla possibilità di una trasformazione sociale:
  • La nascita della Rete: Internet prende vita e inizia a interagire direttamente con l’umanità.
  • Casualità e tragedia quotidiana: Un coprilampione strappato dal vento colpisce una ventiduenne; un cane bianco viene investito la notte di Capodanno; una ragazza cerca disperatamente di perdere la verginità nella stessa notte
  • Riti e miti contemporanei: Un tentato assalto di massa all’Area 51 da parte di un manipolo di persone che avrebbero potuto essere milioni.
Attraverso questi intrecci apparentemente slegati, gli autori pongono una domanda centrale e provocatoria: la fine del mondo è vicina, o è forse già avvenuta a nostra insaputa? È ancora possibile, in questo scenario, fare la rivoluzione?

Il cast e il format dell’evento

La lettura scenica vede sul palco un cast composto da Enrica Daniele, Angelo Di Genio, Edda Marrone, Penelope Molinari e Caterina Savi. La performance, della durata complessiva di 60 minuti, si conclude con un dibattito finale tra pubblico e autori, offrendo uno spazio di confronto diretto sui temi sollevati dal testo.

Il profilo degli autori: un’eredità multidisciplinare

Il progetto conferma il ruolo della Scuola Volonté come incubatore di talenti capaci di muoversi tra linguaggio visivo e drammaturgico:
  • Emanuele Sicignano (classe 2003): Selezionato nel 2023 per il corso triennale di regia della Volonté e diplomatosi nel 2026, ha affiancato alla formazione cinematografica importanti esperienze teatrali, tra cui il workshop alla Biennale Teatro diretto da Eugenio Barba, Julia Varley e l’Odin Teatret. Ha all’attivo la regia di diversi cortometraggi (Piccolo racconto sulla morte, Apnea) e l’esperienza come assistente alla regia per il cinema (I limoni d’inverno) e la serialità televisiva (Call My Agent – Italia 2).
  • Aurelio Vatteroni (classe 1999): Laureato in Matematica alla Sapienza nel 2022, ha conseguito il diploma in Sceneggiatura alla Volonté nel 2025 под la guida di docenti come Massimo Gaudioso, Patrizia Pistagnesi e Alessandro Bencivenni. Ha firmato la drammaturgia dello spettacolo Credo di aver avuto un’infanzia normale(diretto da Daria Deflorian) e ha collaborato alla scrittura di cortometraggi premiati in festival quali il MedFilm Festival, il River Film Festival e il Rome Creative Contest.

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