“Dragonero. I Paladini”, Giovanni Masi: «I bambini? Sono il pubblico più difficile e di più grande soddisfazione»

Nel 2023 arriverà la prima serie animata italiana tratta dal mondo dei fumetti Bonelli. Si tratta di “Dragonero. I Paladini” diretto da Enrico Paolantonio e tratta dai fumetti creati da Stefano Vietti e Luca Enoch. Il compito di adattare questa storia ad un nuovo linguaggio, ovvero quello dell’animazione, è stato affidato a Giovanni Masi, Mauro Uzzeo e Federico Rossi Edrighi.

In occasione dell’ottava edizione de La Città Incantata, abbiamo incontrato Giovanni Masi, che non solo a lavorato a “Dargonero. I Paladini”, ma anche all’adattamento di Dampyr” film diretto da Riccardo Chemello e tratto dall’omonimo fumetto, che ha segnato ufficialmente l’entrata nel mondo dell’audiovisivo della Bonelli Entertainment.

“La sfida maggiore nell’adattare il fumetto ad un progetto audiovisivo come in questo caso una serie animata o come può essere un film come Dampyr è sicuramente la necessità di adattare un linguaggio fumettistico, un linguaggio come quello Bonelli che ha tutta una serie di regole, e cercare di trasporlo nell’audiovisivo nel miglior modo possibile non snaturando la property originale, cercando di mantenere il più possibile le tipologie, le particolarità del linguaggio Bonelli e adattarle a quelle del medium che ha un linguaggio completamente diverso, dove non hai i personaggi fermi sulla carta ma corrono dappertutto sullo schermo”

Giovanni Masi – sceneggiatore

Una sfida e un piacere insomma quello di poter lavorare all’adattamento di un fumetto per l’audiovisivo, ma non certo una sconfitta o una vittoria per uno dei due linguaggi. Certo quando si affronta un adattamento da un linguaggio ad un altro, c’è sempre una sporta di tradimento, racconta Masi, perché rimanere troppo fedeli all’originale potrebbe far perdere la potenzialità del nuovo mezzo comunicativo che si sta per usare. Sono due linguaggi due cose diverse, che hanno bisogno di essere vicine tra loro perché sono figlie l’una dell’altra ma devi anche considerare il nuovo pubblico a cui ti rivolgerai. Un pubblico come quello de La Città Incantata ad esempio, di Masi ha fatto parte.

“Per come la vedo io questi eventi sono importantissimi. Quando la città incantata era organizzata altrove in piccoli borghi nel Lazio, io ero uno dei ragazzini che andava a vederla! Quindi per me stare qui oggi come autore dopo tanti anni, è una grande emozione. Ero uno di quelli che era in sala e che voleva fare questo mestiere: imparava e vedeva delle cose che magari arrivavano dal Giappone e da tutto il resto del mondo. Perché il bello di un festival non è solo che ti porta ad incontrare la parte commerciale o ti fa incontrare l’autore (che è fondamentale), ma soprattutto permette ai ragazzi di accedere a delle cose che normalmente non vedrebbero”

Giovanni Masi – Sceneggiatore

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