Grand Tour, il film sostenuto dalla Regione Lazio è arrivato alla 77esima edizione del Festival di Cannes. Presentato all’interno del concorso ufficiale, il nuovo lungometraggio del regista portoghese Miguel Gomes presenta un racconto che si svolge a partire dal 1917. Edward (Gonçalo Waddington), funzionario dell’Impero britannico, fugge dalla fidanzata Molly (Crista Alfaiate) il giorno in cui lei arriva per sposarsi. Durante il viaggio, però, il panico lascia il posto alla malinconia. Contemplando il vuoto della sua esistenza, il codardo Edward si chiede cosa ne sia stato di Molly. La donna, intanto, decisa a sposarsi e divertita dalla mossa di Edward, ne segue le sue tracce in un grand tour asiatico.

Riguardo il film, il regista ha dichiarato durante la conferenza stampa al Festival di Cannes che:

Questo film è nato da diversi spunti. Alcuni anni fa mi sono sposato ed è sempre una decisione stressante e radicale. In quel periodo stavo leggendo un libro di viaggio dove si descrivevano luoghi, templi, giungle e c’erano due pagine in particolare dove si narrava di quest’uomo terrorizzato dall’idea di sposarsi che al momento opportuno è scappato. Il “grand tour”, come sappiamo, è un concetto realmente esistito. Un viaggio che le persone compivano all’inizio del ventesimo secolo alla scoperta di un territorio, in questo caso asiatico. Ecco, volevo realizzare un film che unisse queste due cose, la paura del matrimonio e questi viaggi esotici. Per realizzare questo film volevo però fare personalmente questo viaggio, per capire meglio gli scenari di cui avrei raccontato.

Grand Tour Crista Alfaiate

Crista Alfaiate nel film Grand Tour

Il regista ha poi raccontato di come abbia lavorato per ricostruire gli ambienti immaginati per Grand Tour, dalle giungle alle foreste di bambù. Ricostruzioni talmente ambiziose che hanno richiesto il coinvolgimento di quelli che Gomes ha definito i “due migliori scenografi dell’America Latina”: Luciano Cammerieri e Babi Targino. Il regista è poi passato a parlare di quello che ritiene essere il cuore del film:

Credo che questo sia un film sulla fede, sulla volontà di credere. C’è un uomo che non ha abbastanza fede e una donna che ne ha anche troppa. L’idea era quella di resistituire anche agli spettatori l’esperienza di questo tema, per porsi domande su sé stessi a riguardo. Talvolta il cinema si impegna fin troppo a cercare di convincere gli spettatori che ciò che stanno vedendo è vero, mentre credo che il pubblico debba essere come un bambino che impara a crede nell’impossibile e costruisce una realtà diversa da quella che viviamo. Perciò abbiamo bisogno di spettatori attivi e non indottrinati.

Per Grand Tour ha inoltre mescolato forme drammaturgiche diverse, passando dal melodramma alla screwball comedy, realizzando una summa di tutti i suoi interessi cinematografici, già manifestati con le sue precedenti opere. Gomes è infatti noto come grande sperimentatore, celebre in particolare per l’ambizioso progetto del 2015 dal titolo di “Le mille e una notte – Arabian Nights”, un’opera divisa in tre parti per la durata complessiva di 382 minuti, che utilizzava l’omonima raccolta di racconti per riflettere su vari aspetti del Portogallo e del mondo contemporaneo.

Anche in questo caso, il regista era interessato a riflettere sul presente e a riguardo ha affermato che:

La relazione dei personaggi con l’ambiente cambia in base al loro scoprire nuovi aspetti di sé. Molly ha però una connessione diversa con il mondo rispetto a quella di Edward e che le permette di affermarsi come superiore. Ecco, ritengo che Grand Tour sia anche un film sul come oggi ci rapportiamo con il nostro mondo, come lo trattiamo e come cresciamo in base al nostro comportamento.

Il film è una co-produzione franco-italo-portoghese, girato in 16mm in dei teatri di posa in Italia. Uma Pedra no Sapato, Shellac Sud, Cinéma Defacto e l’italiana Vivo Film sono le società di produzione occupatesi della realizzazione del film, mentre Lucky Red si occupa della distribuzione nelle sale italiane, che avverrà a partire dal 23 maggio.  Il film è stato realizzato anche con la partecipazione della Regione Lazio attraverso l’Avviso pubblico Lazio Cinema International (PR FESR Lazio 2021-2027).

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo.

Grand Tour

Scopri i film finanziati
ogni anno
dalla Regione Lazio.