Il film “Il mio posto è qui“, diretto da Daniela Porto e Cristiano Bortone, torna a Roma dal 3 all’11 marzo con sette proiezioni gratuite.
L’iniziativa, che coinvolge gruppi di studenti e associazioni di quartiere, ha come intento di creare un momento di riflessione per sensibilizzare e diffondere maggiore consapevolezza su temi come l’emancipazione femminile, i diritti della comunità LGBTQIA+ e la lotta contro i pregiudizi.
Durante le giornate in sala saranno presenti gli attori ed i registi per dibattere insieme al pubblico i temi trattati nel film e creare una consapevolezza maggiore e che possa accendere nei ragazzi un dibattito da proseguire nelle loro classi.
Le proiezioni si svolgeranno in differenti sale e aree polifunzionali, distribuite nei vari Municipi del Comune di Roma. Oltre alla partecipazione dell’autrice e regista Daniela Porto e dell’attore Marco
Leonardi, l’evento si arricchirà del contributo di rappresentanti istituzionali.
L’iniziativa è stata resa possibile da Alphio – associazione no profit che sostiene l’inclusione sociale – in collaborazione con il patrocinio del Comune d Roma e il sostegno degli sponsor: Banca di Credito Cooperativo di Roma e DeMa Srl.
“Il mio posto è qui” prodotto da Orisa produzioni e sostenuto con il bando Lazio Cinema International, è ambientato nell’Italia del dopoguerra, il film narra la vicenda di Marta (Ludovica Martino), ragazza promessa in sposa a un uomo che non ama, e Lorenzo (Marco Leonardi), uomo omosessuale nel paese soprannominato “l’organizzatore dei matrimoni”. La loro amicizia, nata in un contesto di forte chiusura culturale, diventa un motore di cambiamento: Marta scopre la possibilità di realizzarsi come donna indipendente, mentre Lorenzo trova la forza di ribellarsi ai pregiudizi che lo emarginano. Sullo sfondo, l’Italia degli anni ’40 e ’50 fa da cornice a un racconto di coraggio, solidarietà e desiderio di riscatto, che pone al centro il tema dell’emancipazione femminile e della difesa dei diritti di tutti. Il mio posto è qui propone uno sguardo realistico su un passato che, ancora oggi, parla a noi con urgenza, ricordandoci quanto sia importante continuare a lottare contro le discriminazioni.

