Dal libro di Nicola Lagioia al grande schermo: il film di Edoardo Gabbriellini racconta Luca Varani prima della tragedia, sullo sfondo di una Roma contemporanea e complessa.
La città dei vivi, diretto da Edoardo Gabbriellini e liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Nicola Lagioia, porta al cinema una delle vicende che hanno segnato più profondamente la cronaca italiana recente: l’omicidio di Luca Varani, avvenuto a Roma nel marzo del 2016.
Il film sceglie però di spostare lo sguardo dalla cronaca alla persona. Al centro c’è Luca prima della tragedia: ventitré anni, la famiglia, gli amici, una fidanzata e una quotidianità che si muove tra il centro e la periferia della Capitale.
Roma diventa così parte integrante del racconto, non semplice sfondo ma luogo vissuto, attraversato e raccontato attraverso gli occhi del protagonista. Un legame con la città già centrale nel romanzo-reportage di Lagioia, pubblicato da Einaudi nel 2020.
L’adattamento cinematografico sceglie una prospettiva intima, evitando la spettacolarizzazione della violenza e concentrandosi sulla vita, sugli affetti e sulle fragilità del protagonista.
Nel cast Emanuele Maria Di Stefano, nel ruolo di Luca Varani, insieme a Valerio Mastandrea, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua e Roberta Mattei.
Girato a Roma, La città dei vivi ha iniziato il suo percorso internazionale alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Orizzonti, per poi approdare al Toronto International Film Festival 2026, nella sezione Centrepiece.
Un percorso internazionale per un’opera profondamente legata a Roma, che attraverso il cinema restituisce il ritratto di una vita e di una città, andando oltre la cronaca per interrogare il presente.

