Marcello mio, il film sostenuto dalla Regione Lazio è arrivato alla 77esima edizione del Festival di Cannes. Presentato in concorso ufficiale il nuovo lungometraggio del regista Christophe Honoré, che ha dedicato questo suo nuovo film al celebre attore Marcello Mastroianni, di cui ricorre quest’anno il centenario dalla nascita. Il film ha per protagonista Chiara Mastroianni, figlia di Marcello, che decide di diventare il padre per un’estate, ricalcandone l’inimitabile stile, la parlata e i modi. Sconcertate, le persone attorno a lei, dalla madre Catherine Deneuve alle altre conoscenze nel mondo del cinema, decidono di assecondarla nel suo viaggio in Italia nei luoghi della vita di Marcello.

Marcello mio non è un biopic con tutti i pericoli di indiscrezione o oscenità che ne derivano. Ho ricostruito questa storia familiare da un punto di vista fittizio, attraverso echi e analogie, sfumando i confini tra finzione e realtà. Volevo affrontare le differenti possibilità di identificazione, degli spettatori e degli attori che si devono immedesimare nel personaggio che guardano sullo schermo o che devono interpretare per il film. Piuttosto che realizzare un biopic, però, ho preferito immaginare alcuni aspetti della vita di Marcello, chiedendo poi il parere di Chiara riguardo a queste mie fantasie.

Ha raccontato il regista durante la conferenza stampa del film al Festival di Cannes, aggiungendo poi che:

Volevo ritrarre la mia attrice preferita in Francia, Chiara Mastroianni, nei momenti ordinari di relativa passività quando non gira, la sua vita quotidiana, con un ritmo familiare. Inoltre, Chiara è un’attrice singolare perché nessuno può fare a meno di pensare che la sua vita privata e quella cinematografica si fondano l’una nell’altra. Perché i suoi genitori, come tutti sanno, sono due attori di fama mondiale. – Christophe Honoré

Chiara Mastroianni in Marcello mio. Foto di © Jean-Louis Fernandez

Per il film, dunque, Chiara Mastroianni si è sottoposta ad un vero e proprio processo di trasformazione, che l’ha portata a ristudiare la figura pubblica e privata di suo padre Marcello, i suoi modi di fare, di esprimersi e di muoversi nello spazio. Un progetto, questo, naturalmente da lei molto sentito a livello personale.

Mi sono sentita molto intrigata dal progetto, anche dai rischi che comportava. Abbiamo realizzato qualcosa di molto gioioso e vitale sulla figura di mio padre. Non ho scoperto cose di lui che non sapevo, ma ho realizzato quanto mi manchi la relazione che avevo con lui e che in un certo senso continuo a mio modo a preservare e questo film è stato un altro modo per sentirlo vicino a me. – Chiara Mastroianni

Per l’attrice Marcello mio è dunque stato anche un modo per fare i conti con il padre e la sua eredità, un aspetto su cui Christophe Honoré ha aggiunto che:

Marcello mio è la storia di chi sogna di essere qualcun altro. Si tratta del sogno di Chiara di essere Marcello, che è anche il padre dei suoi sogni. Per molto tempo è stata ridotta alla sua filiazione, con tutta la violenza, e a volte la cattiveria, che questo comporta. Figlia di, figlio di….È una riduzione un po’ mortificante che tutti abbiamo sperimentato in misura maggiore o minore, genitori famosi o meno. Marcello mio onora e rende giustizia a Chiara. È certamente e completamente Chiara, una Chiara che non fa più automaticamente rima con papà Mastroianni o mamma Deneuve.

Marcello mio è una co-produzione Italia-Francia a cui hanno lavorato le società Les Films Pelléas, BiBi Film, France 2 Cinéma, Super 8, LDRP II, TSF e Lucky Red, che si occupa anche della distribuzione in Italia del film a partire dal 23 maggio. Il film è stato realizzato anche con la partecipazione della Regione Lazio attraverso l’Avviso pubblico Lazio Cinema International (PR FESR Lazio 2021-2027).

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