PER UN PÒ. STORIA DI UN AMORE POSSIBILE

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Per un pò, primo film alla regia di Simone Valentini, una coproduzione Twister Film  (Italia) e A.B. Film (Albania) sostenuto dal bando Lazio Cinema International finanziato con il PR FESR Lazio 2021-2027 e Operazione di Importanza Strategica del Programma. 

Nel cast presenti Alessandro Tedeschi (Nicc), Isnaba Na Montche (Fede) e Sara Laura Raimondi (Afrha)


SINOSSI

Niccolò, quarantenne con una carriera di successo e la voglia di restituire un po’ di quello che ha ricevuto nella sua vita, diventa padre affidatario di Federico, diciottenne dal passato difficile cresciuto in comunità. Tra loro comincia a instaurarsi un rapporto profondo e complesso, un’altalena emotiva che non riesce mai a trovare un vero equilibrio.

A disturbare la loro convivenza c’è l’ombra di Afrha, la madre di Fede, che tira il ragazzo a sé attraverso un cordone ombelicale invisibile che lui non è mai riuscito a recidere del tutto. Fede e Nicc vivono insieme per un po’ e seppur i fantasmi dell’uno e i limiti dell’altro impediranno loro di riuscire a diventare canonicamente una famiglia, in questo tempo all’apparenza così breve i due cambiano e trasformano le rispettive vite, dandosi a vicenda gli strumenti per ricominciare e ottenendo alla fine ciò che volevano: la possibilità di diventare padre per uno e quella di diventare grande per l’altro.


Il film è tratto da “Per un po’. Storia di un amore impossibile“scritto da Niccolò Agliardi. Un romanzo autobiografico nel quale Niccolò racconta in prima persona la sua prima esperienza come padre affidatario. La narrazione dell’opera cinematografica si muove su due binari, nella prima parte la macchina da presa sposa il punto di vista di Niccolò e ci accompagna alla scoperta dell’imperscrutabile Federico, della sua inadeguatezza e della sua incapacità di affrontare la vita.

Mentre percorriamo questo primo binario conosciamo le persone che fanno parte della vita di Nicc, i suoi dubbi su questo percorso da intraprendere e le sue fragilità, oltre che le figure con cui si confronta ogni giorno della sua vita, sia professionalmente che non. Nella seconda metà del film invece, a fare da contrappunto a quanto è stato settato fino a quel momento, sposiamo il punto di vista di Federico accompagnandolo alla scoperta della realtà su sua madre, quella stessa realtà che lui ha rifiutato di vedere per tanti anni e che ora dovrà per forza di cose affrontare.

All’interno del film la musica ha un ruolo fondamentale sia dal punto di vista della colonna sonora, accompagnando le emozioni dei personaggi e del pubblico, sia da quello narrativo, andando a caratterizzare ancora di più i due protagonisti e i rispettivi capitoli dedicati della pellicola, fungendo sia da collante che da elemento di rottura tra i due. Alcune scene del film vivono attorno al mondo di Nicc, quello musicale e, all’interno della colonna sonora originale, troviamo il brano “Che si appartiene”, scritto da Niccolò Agliardi ed interpretato da Matteo Wax che appare in un piccolo cameo del film.

Il film girato in diverse location del Lazio presenta uno sfondo urbano che caratterizza i tre personaggi. Una città metropolitana e cosmopolita, ideale per un uomo come Nicc ma lontanissima per Fede che invece rischia di perdersi non avendo mai vissuto un mondo tanto grande. Un alternarsi di giorno e notte, luci elettriche e sole fanno sì che la cornice prenda vita e svolga un ruolo attivo tra distanze e avvicinamento dei due.

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