Un anno di Scena, ma non solo. Spazio cinema eventi e nuove arti.

Il racconto di un anno di apertura dello spazio S.C.E.N.A. a Trastevere, che, attraverso il cinema, ha reso possibile l’incontro tra le persone.

Quando il 7 giugno del 2021 il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha inaugurato Scena, insieme a due giganti del cinema come Giuliano Montaldo e Margarethe von Trotta e alla responsabile dell’Ufficio Cinema Giovanna Pugliese, di fatto stava facendo una scommessa.

Una scommessa contenuta nell’acronimo stesso di quello che per la memoria collettiva era stato il Filmstudio. Scena o meglio S.C.E.N.A. apriva in un luogo simbolo della storia del cinema nostrano, ma non solo, per diventare uno Spazio Cinema Eventi e Nuove Arti.

Sarebbe stato possibile raccogliere l’eredità del passato e attualizzarla?

Quelle pareti ristrutturate sarebbero diventate un laboratorio, un contenitore di storie, esperienze, progetti, un hub culturale per la settima arte, ma non solo?

A un anno dall’apertura la scommessa del Presidente è stata abbondantemente vinta sotto molti aspetti.

Vinta per la qualità e la varietà delle immagini che hanno colorato lo schermo di Scena, vinta per chi ha impugnato i microfoni o si è seduto sulle sedie da regista davanti al pubblico in sala. E vinta anche e soprattutto per loro, le persone che sono state il pubblico in sala.

Partiamo proprio da lì. In una stagione che ha visto la crisi delle sale, Scena ha puntato sulla creazione di comunità, sull’ospitalità di comunità già esistenti, sul rapporto con diverse generazioni.

Dopo un anno si può fare un primo bilancio. La sala cinema da 67 sedute e la caffetteria da una trentina di posti hanno ospitato nei 270 giorni di apertura quasi cinquecento attività, fra proiezioni, presentazioni, matinée, rassegne, laboratori, workshop, festival, conferenze, concerti, masterclass, reading, sfiorando le diecimila presenze.

D’accordo: quasi tutte queste attività sono state gratuite, ma non si tratta del solito e ritrito “con la cultura non si mangia”.

L’idea è che una forma di alfabetizzazione sia importante soprattutto per il cinema. A maggior ragione dopo le chiusure e le ristrettezze pandemiche, c’è bisogno di riabituarsi alle sale, per tornarci poco a poco.

Nel frattempo Scena inizia a essere una realtà riconoscibile e riconosciuta nel panorama culturale, e non solo, della città.

Cosa è successo allora in questo anno? Cosa vi siete persi? O cosa non vi siete persi?

Ci sono state le proiezioni della Festa del Cinema di Roma, la settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia, le notti d’oro del César.

E molte giornate di festival diffusi: fra gli altri Mujeres, Murmat, Lo Spiraglio, Roma Poetry Film Festival, Slow Film Festival, Afrodite Shorts, Fuorinorma.

Ci sono state le rassegne personali di registi e registe (fra cui Daniele Vicari, Eleonora Danco, Susanna Nicchiarelli, Costanza Quatriglio). Non è così scontato che il mondo dell’arte si metta a disposizione del pubblico e che il pubblico sia così curioso e generoso nei confronti dell’arte.

Ci sono state poi rassegne curate da Luce Cinecittà, dai 100 autori, dalla Scuola Volonté, dal CNR, dall’Irsifar, dal Lazio Youth Card: “Lampi di luce” sui documentari, “Inventare storie vere” sui film di finzione tratti da vicende reali, “Buona la prima” sugli esordi, “Cinema&Scienza” per avvicinare il mondo scientifico a quello umanistico, “Cinema&Memoria” sulla filmografia dell’Olocausto, “CinEU Forum” sui valori europei.

Numerose le iniziative con le scuole, le università e le ambasciate straniere.

E a quest’elenco vanno aggiunti il Decennale della Volonté, le Notti bianche del Cinema, le anteprime stampa, i corsi di formazione e una programmazione pressoché quotidiana con proiezioni gratuite dei film che hanno ricevuto i finanziamenti della Regione Lazio tramite Lazio Cinema International e il Fondo regionale.

Ma non solo.

Un concreto esempio dell’aspetto polifunzionale e polivalente di Scena e della sua attenzione alla cultura e al territorio si è avuto con Scena Pasolini, un progetto dedicato al centenario di Pasolini, che ha avuto il suo incipit a marzo con decine di incontri di ambito cinematografico, letterario, editoriale, poetico, musicale, e che proseguirà per tutto il 2022.

A breve Scena avrà una pausa estiva per trasferirsi sul Lungotevere con una nuova programmazione fino a fine luglio. Ma nei locali di Via d’Orti D’Alibert si preparano nuove sorprese per settembre.

Ma non solo.

 

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