L’apertura della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025 si è svolta ieri sera in una cornice di grande eleganza e attesa, sul red carpet del Lido. A dare ufficialmente il via alla manifestazione è stato il film La grazia di Paolo Sorrentino, una delle voci più autorevoli del cinema italiano contemporaneo.
L’opera, che segna il ritorno del regista napoletano in concorso a Venezia dopo il Leone d’Argento vinto con È stata la mano di Dio nel 2021, è stata accolta con una standing ovation da parte della stampa e degli spettatori presenti alla prima proiezione ufficiale. Sorrentino, noto per la sua poetica visionaria e profondamente italiana, questa volta porta sullo schermo un racconto più intimo, ambientato in una Napoli quasi metafisica, in bilico tra fede e disincanto.
La grazia vede protagonisti Toni Servillo, attore-feticcio del regista, e Anna Ferzetti, in una storia che esplora il tema del perdono, della spiritualità e del mistero che circonda l’esperienza umana. La pellicola è un viaggio emotivo e visivo che conferma ancora una volta lo stile inconfondibile di Sorrentino: elegante, onirico, profondamente personale.
Il film vede il Presidente della Repubblica Mariano De Santis, vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana.
Servillo dichiara di non essersi ispirato a nessun Presidente in particolare, così come Sorrentino: “Ne abbiamo avuti tanti, democristiani, vedovi, con figlie. Molti napoletani – scherza Servillo – quindi non mi sono soffermato su uno soltanto. Nessun personaggio è facile da interpretare, la chiave è stata smentire il suo soprannome di “cemento armato”. Pian piano, anche lui si smuove. Esce dal palazzo, va in carcere a parlare con i diretti interessati, anche in maniera irrituale. C’è un intero disco di De André in questa storia”.
Sul Red Carpet inoltre, i grandi nomi del cinema italiano e internazionale, ma anche giovani talenti, esponenti delle istituzioni e professionisti dell’audiovisivo.

