LE ASSAGGIATRICI: IL FILM TRATTO DALLA STORIA DI MARGOT WOLK

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Le Assaggiatrici, film di Stefano Soldini, coprodotto da Lumiere Film, Tarantula e Tellfilm (Italia/ Belgio/Svizzera) e sostenuto dal bando Lazio Cinema International finanziato con il PR FESR Lazio 2021-2027 e Operazione di Importanza Strategica del Programma è stato presentato in anteprima al Bif&st 2025.

Il film è un adattamento al romanzo di Rosella Postorino, che nasce grazie all’inedita rivelazione di Margot Wölk che, 95enne, nel 2012 aveva rivelato pubblicamente di essere una delle donne assoldate dal regime nazista a consumare i pasti che poi sarebbero stati destinati a Hitler affinché, prima di arrivare alla sua bocca, ci fosse certezza che nessun alimento fosse avvelenato.

SINOSSI

Autunno 1943. La giovane Rosa, in fuga da Berlino colpita dai bombardamenti, raggiunge un piccolo paese isolato vicino al confine orientale. Qui è dove vivono i suoceri e dove il marito, impegnato al fronte, le ha scritto di rifugiarsi in attesa del suo ritorno. Rosa scopre subito che il villaggio, apparentemente tranquillo, nasconde un segreto: all’interno della foresta con cui confina, Hitler ha il suo quartier generale, la Tana del Lupo. Il Führer vede nemici dappertutto, essere avvelenato è la sua ossessione. Una mattina all’alba Rosa viene prelevata, assieme ad altre giovani donne del villaggio, per assaggiare i cibi cucinati per lui. Divise tra la paura di morire e la fame, le assaggiatrici stringeranno tra loro alleanze, amicizie e patti segreti. Rosa, la berlinese, fatica a farsi accettare. Ma quando finalmente vince la diffidenza verso di lei, accade qualcosa che la farà sentire in colpa. Un ufficiale delle SS, contro ogni razionalità e a dispetto di sé stessa, risveglia in lei l’amore. O forse il semplice bisogno di sentirsi viva, nonostante tutto.

 

 

 «La scrittura di Rossella è trascinante, il personaggio di Rosa è pieno di profondità e ci sono tante figure femminili. Le donne hanno sempre accompagnato i miei film. Qui racconto un gruppo terrorizzato e affamato intorno a un tavolo. Mi sembrava una specie di coronamento del mio cinema». Stefano Soldini al Bif&st  «Abbiamo cercato di essere il più realistici possibili e nello stesso tempo di allontanarci dal film in costume. Mentre scrivevamo la sceneggiatura le condizioni nel mondo si aggravavano e tra la nostra storia e l’attualità il rapporto diventava sempre più intimo. A un certo punto ho pensato, togliendo solo qualche elemento scenografico e le divise, che potessimo trovarci in un film distopico: Le assaggiatrici tra 20 o 30 anni. Questo fa riflettere» 

 

«Avrei voluto incontrare Margot e chiederglielo di persona, ma non ho fatto in tempo (è morta poco prima, ndr)», spiega Rosella Pastorino. «Rosa vive questo ruolo come con vergogna e come una forma di responsabilità. Probabilmente anche Margot. Il romanzo e il film parlano della possibilità di scivolare nella colpa senza scegliere di andare incontro al male, senza aderire a nessuna ideologia. Rosa si dichiara non nazista. Il paradosso è questo. La donna mette a repentaglio la sua vita per far vivere Hitler. È vittima del regime nazista, ma è anche complice e colpevole. Questa possibilità di scivolare nella colpa è qualcosa che riguarda tutti». 

Le Assaggiatrici esce nelle sale il 27 marzo ed è stato venduto in oltre 50 Paesi tra cui USA, UK, Germania e Giappone e il 10% delle copie italiane esce al cinema in lingua originale, sottotitolate, così spiega Vision Distribution che lo distribuisce.

 

 

Le Assaggiatrici

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