“Tre piani” di Nanni Moretti: un film che invita ad aprirsi al mondo esterno

Nel 2021 Nanni Moretti dirige un cast corale per il suo tredicesimo film ‘Tre piani’ adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto da Eshkol Nevo nel 2017. Si tratta del primo film in cui il celebre regista non si avvale di un soggetto originale ma di un’opera altrui.

Il film è stato presentato al Festival di Cannes nel 2021 dove ha concorso per la Palma d’Oro e dove è stato accolto da una standing ovation di undici minuti. Come nel libro, il film segue e racconta la storia di tre famiglie che vivono nello stesso palazzo, portando in scena temi universali qui le conseguenze delle nostre scelte, la giustizia, la coppia, la genitorialità. A differenza del libro però, in cui il racconto si interrompe nel momento più alto della crisi, nel film queste vanno fino in fondo. Moretti indaga le conseguenze delle scelte che ogni personaggio fa, e le ripercussioni che queste hanno sulle loro vite e su quelle di chi gli sta accanto.

“In un momento in cui si parla molto di cosa lasceremo ai nostri figli in termini ecologici, si parla poco di cosa lasceremo loro in termini etici e morali. Ogni gesto che noi compiamo anche nell’intimità delle nostre case ha conseguenze che si ripercuoteranno sulle generazioni future. Di questo ognuno di noi deve essere consapevole e responsabile: le nostre azioni sono quello che noi lasciamo in eredità a chi viene dopo di noi. Questa storia racconta la nostra tendenza a condurre vite isolate, ad alienarci da una comunità che non solo non vediamo più, ma di cui pensiamo anche di poter fare a meno. Eppure le vicende di questi personaggi ci mostrano quanto tutti noi siamo coinvolti nello sforzo comune di sentirci parte di una collettività. Il film è un invito ad aprirsi al mondo esterno che riempie le nostre strade, fuori dalle nostre case. Ora sta a noi non rinchiuderci nuovamente nei nostri tre piani.”

Nanni Moretti – regista

Come dicevamo il film è un opera corale, che vede protagonisti al primo piano Riccardo Scamarcio (Lucio) e Elena Lietti (Sara) e i dirimpettai Anna Bonaiuto (Giovanna) e Paolo Graziosi (Renato). Al secondo piano ci sono Alba Rohrwacher (Monica) e Adriano Giannini (Giorgio). Mentre al terzo ed ultimo piano, troviamo Nanni Moretti (Vittorio), Margherita Buy (Dora) e Alessandro Sperduti (Andrea).

Un film accolto con pareri contrastanti, tra chi lo reputa il testamento cinematografico del celebre regista italiano, chi lo osanna come emotivamente intenso e forte e chi invece lo ha considerato una battuta d’arresto nella filmografia di Moretti. Il nostro consiglio? Guardatelo e valutate voi stessi il film!

Tre piani, sinossi del film:

Al primo piano di una palazzina vivono Lucio, Sara e la loro bambina di sette anni, Francesca. Nell’appartamento accanto ci sono Giovanna e Renato, che spesso fanno da babysitter alla bambina. Una sera, Renato, a cui è stata affidata Francesca, scompare con la bambina per molte ore. Quando finalmente i due vengono ritrovati, Lucio teme che a sua figlia sia accaduto qualcosa di terribile. La sua paura si trasforma in una vera e propria ossessione.

Al secondo piano vive Monica, alle prese con la prima esperienza di maternità. Suo marito Giorgio è un ingegnere e trascorre lunghi periodi all’estero per lavoro. Monica combatte una silenziosa battaglia contro la solitudine e la paura di diventare un giorno come sua madre, ricoverata in clinica per disturbi mentali. Giorgio capisce che non potrà più allontanarsi da sua moglie e sua figlia. Forse però è troppo tardi.

Dora è una giudice, come suo marito Vittorio. Abitano all’ultimo piano insieme al figlio di vent’anni, Andrea. Una notte il ragazzo, ubriaco, investe e uccide una donna. Sconvolto, chiede ai genitori di fargli evitare il carcere. Vittorio pensa che suo figlio debba essere giudicato e condannato per quello che ha fatto. La tensione tra padre e figli

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