C’è una sensazione precisa che si prova salendo verso la cima del Colle del Duomo a Viterbo. Man mano che i vicoli del quartiere San Pellegrino si aprono, la città contemporanea sembra sfumare, lasciando spazio a un silenzio antico, interrotto solo dal vento che attraversa le arcate del Palazzo dei Papi. È una sensazione di sospensione temporale, la sensazione che la storia non sia mai andata via da qui, ma sia rimasta addormentata nella pietra scura di peperino. È questa carica evocativa, unita a una bellezza severa e intatta, ad aver spinto la Fondazione Roma Lazio Film Commission a inserire il Complesso Monumentale di Colle del Duomo tra le 12 Film Friendly Location d’eccellenza del territorio laziale.
Per la cinepresa, il Colle del Duomo non è soltanto un bello sfondo: è una presenza viva. Un luogo che possiede una personalità scenica travolgente, capace di regalare allo schermo una profondità che nessuna scenografia ricostruita in teatro di posa potrà mai eguagliare. L’acropoli della città racchiude in un unico colpo d’occhio un dialogo perfetto tra epoche e architetture:
- Il Palazzo dei Papi:Con la sua celebre loggia gotica traforata che si sporge sulla valle, fu il teatro nel XIII secolo del primo e più lungo Conclave della storia. Le sue sale e i suoi loggiati evocano immediatamente il peso del potere politico e spirituale.
- La Cattedrale di San Lorenzo:Con la sua facciata che domina la piazza e un interno romanico austero e solenne, offre un contrasto di luci e ombre ideale per le inquadrature più intime e drammatiche.
- Il Museo Colle del Duomo e la piazza:Un sistema integrato di spazi, reperti etruschi e cortili dove ogni angolo sembra già un’inquadratura studiata da un regista.
La straordinaria forza di questo complesso risiede nella sua versatilità narrativa. Il peperino, con le sue sfumature grigie che cambiano colore a seconda della luce del giorno, sa essere drammatico, misterioso o maestoso. Il Colle del Duomo può diventare il Medioevo dei papi e delle eresie, il Seicento barocco, un regno fantastico o il teatro di un giallo contemporaneo. Il filo rosso che unisce le potenziali produzioni che sceglieranno Viterbo è proprio la capacità del luogo di raccontare il tempo, offrendo un’autenticità che trasforma ogni scena in qualcosa di tangibile.
L’inserimento della location nel circuito “Film Friendly” segna un passaggio fondamentale per la Tuscia. Entrare in questo elenco selezionato – accanto ad altre perle della regione come Palazzo Chigi ad Ariccia, l’Antica Monterano o il Borgo Fantasma di Celleno – significa inserire Viterbo nelle mappe ufficiali delle grandi produzioni cinematografiche e televisive internazionali.
Non si tratta solo di prestare un monumento alle telecamere, ma di accendere un nuovo riflettore sul patrimonio culturale del territorio. Ogni film che sceglierà la piazza di San Lorenzo depositerà una nuova narrazione tra le sue pietre secolari. Il Colle del Duomo si conferma così non solo come un custode della memoria della Tuscia, ma come un archivio vivente pronto a raccontare nuove storie al pubblico di tutto il mondo.

