Da Chaplin alla realtà virtuale, la storica sala di Acquapendente festeggia il suo secolo di vita guardando avanti
C’è un luogo ad Acquapendente dove il tempo non si è mai fermato davvero. Ha solo cambiato ritmo, linguaggio, pubblico. Il Cinema Olympia ha compiuto cento anni e li ha celebrati come sanno fare gli spazi che hanno ancora qualcosa da dire: aprendo le porte, accendendo il dialogo e spegnendo le luci solo per lasciare spazio allo schermo.
Un compleanno speciale per la storica sala di Acquapendente, reso possibile grazie alla collaborazione tra Regione Lazio, Comune di Acquapendente, Biblioteca comunale, Archivio storico e Archeoclub, a conferma del valore culturale che l’Olympia continua a rappresentare per il territorio.
Il Cinema Olympia è da sempre un luogo di aggregazione e di esperienze collettive, capace di ospitare nel tempo arti, linguaggi e generazioni diverse. Un punto fermo nella vita cittadina, ma mai immobile. Con la sua sala da cento posti, è diventato un vero e proprio archivio vivente di emozioni, incontri e memoria condivisa.
Per la serata dedicata al centenario è stata proposta la proiezione restaurata de La febbre dell’oro di Charlie Chaplin: un omaggio alle radici della settima arte e un richiamo simbolico agli anni in cui il cinema muoveva i suoi primi passi anche ad Acquapendente.
Borgo medievale dell’Alto Viterbese, Acquapendente negli ultimi anni si è affermata come una piccola capitale del cinema italiano e internazionale. I suoi scorci storici, le campagne suggestive e i boschi monumentali offrono infatti ambientazioni naturali ideali per le riprese. Ne è un esempio Le meraviglie (The Wonders), diretto da Alice Rohrwacher, che ha scelto la campagna di Acquapendente come set naturale per alcune scene centrali. In particolare, le sequenze ambientate nell’apiario e nei prati circostanti valorizzano i paesaggi rurali del territorio, rendendoli protagonisti insieme ai personaggi del film e contribuendo a creare quell’atmosfera autentica e poetica tipica del cinema della regista.
Il centro storico di Acquapendente ha fatto da sfondo anche al film Troppa grazia, diretto da Gianni Zanasi e interpretato da Alba Rohrwacher, Valerio Mastandrea e Giuseppe Battiston. Le riprese hanno interessato piazze e scorci iconici del borgo, tra cui Piazza Girolamo Fabrizio, la scalinata della Piaggia di Sant’Angelo e Piazza del Rigombo, trasformati in veri e propri set cinematografici. La scelta della città ha permesso di valorizzarne il patrimonio architettonico, conferendo grande autenticità alle scene del film.
Il territorio ha attirato anche produzioni internazionali: alcune sequenze de Il monaco che vinse l’Apocalisse sono state girate nella cripta della Concattedrale del Santo Sepolcro e nel Bosco monumentale del Sasseto, location utilizzata anche da Matteo Garrone per il cortometraggio realizzato per la campagna Dior, Le Mythe Dior (2020) e il Racconto dei racconti , capace di ricreare atmosfere fortemente suggestive.
Un territorio da scoprire non solo come meta turistica per gli amanti dell’arte e della natura, ma anche per gli appassionati di cinema che desiderano visitare i luoghi dove grandi film hanno preso vita. Piazze, boschi e campagne si trasformano così in veri e propri set a cielo aperto, pronti a raccontare nuove storie sul grande schermo.
Il centenario dell’Olympia non è stato soltanto una celebrazione del passato, ma una promessa. Perché se cento anni di cinema insegnano qualcosa, è che le storie continuano solo se qualcuno è disposto a raccontarle. E ad Acquapendente, lo schermo è ancora acceso.

