Cinecittà ma non solo Cinecittà. Roma può vantare un’offerta di teatri di posa e di centri e servizi per la produzione senza paragoni in Europa, per quantità e qualità. Entro giugno saranno pronti i cinque nuovi teatri (due dei quali sono i più grandi in dotazione agli studi) realizzati da Cinecittà con 232 milioni di fondi del Pnrr, a cui vanno aggiunti altri quattro teatri, già esistenti ma completamente ristrutturati e nei fatti ricostruiti ex novo. La capacità produttiva di Cinecittà da giugno aumenterà del 60% con 25 teatri attivi, 21mila metri quadrati di spazi dedicati alle
produzioni in aggiunta a dieci ettari di backlot, dedicati alle riprese esterne oltre al ripristino della piscina di 2mila metri quadri per le riprese navali. Cinecittà gestisce anche gli studi Lumina, nel parco di Vejo, tre chilometri oltre il Raccordo anulare, sulla via Flaminia, con quattro teatri di posa, che ospitano i format tv della Endemol Shine.
«Con i nuovi teatri di Cinecittà, Roma ha un’offerta senza paragoni», sottolinea Lorenza Lei, amministratore delegato della Fondazione Roma Lazio Film Commission, i cui soci fondatori sono Regione Lazio e Comune di Roma. Alla nuova Film Commission nata nel maggio 2025, saranno gradualmente affidati i contributi da assegnare alla filiera del settore, che fino ad oggi la Regione finanziava direttamente. Non sono i fondi, per Lorenza Lei, il compito principale della Film Commission, quanto il “mettere a sistema” la filiera del Polo industriale audiovisivo regionale, con Roma al centro, in rapporto con i territori. «Partiamo – continua Lorenza Lei – dall’analisi del settore audiovisivo realizzata con l’Università Roma Tre, che fotografa il comparto nel biennio 2024-2025».
Ci sono già i primi dati di questa ricerca, come la crescita delle co-produzioni nel 2025, 14 nel primo semestre su 47 produzioni, a fronte del calo delle produzioni estere. Il 55% delle produzioni audiovisive a Roma, inoltre, viene realizzata nel Centro storico, tra prima e seconda circoscrizione. «Tra i nostri compiti primari – continua Lei – vi è la partecipazione ai Festival per far conoscere le industrie e i talenti di Roma e del Lazio, in prima fila quelli usciti dalle nostre scuole di Cinema, come la Scuola cinematografica Gian Maria Volontè e le Officine Pasolini, in modo da realizzare un incontro decisivo tra domanda e offerta. Per offrire servizi alle produzioni sui territori, abbiamo aperto due Media Desk a Viterbo e Latina e stiamo aprendo quelli di Rieti e Frosinone». Tra le scuole di cinema della Capitale va citato lo storico Centro Sperimentale sulla via Tuscolana di fronte a Cinecittà, con
decine di studi a uso interno degli allievi del Centro. Cinecittà, in tutto il mondo, è il cinema a Roma, così come l’Istituto Luce è la memoria storica del Paese, insieme all’archivio della Rai.
Gli studi Ma non vi è solo Cinecittà nella Capitale: la “fotografia” dell’offerta di teatri e studi di Roma e provincia riguarda diversi soggetti imprenditoriali, che stanno investendo per rendere i propri studi più competitivi, non solo per le produzioni internazionali. Molti teatri di posa a Roma, infatti, vengono utilizzati per la realizzazione di programmi televisivi, ma sono comunque unità produttive che, nel caso, possono essere riconvertite per qualsiasi tipologia di produzione audiovisiva, dagli spot alle fiction, ai documentari.
Gli ex teatri della Dear Film, vicino a via Nomentana, sono ora gli studi televisivi Fabrizio Frizzi, con sei teatri dove si realizzano programmi della Rai. Il servizio pubblico radiotelevisivo ha una pluralità di centri di produzione a Roma, da quello di via Teulada, ora Centro Televisivo Raffaella Carrà, progettato per la tv nel 1957 con nove studi e il Centro Biagio Agnes di Saxa Rubra, inaugurato per i Mondiali di calcio del 1990, con otto studi televisivi e dieci studi radiofonici, più il Teatro Delle Vittorie, che la Rai ha messo in vendita tra le polemiche. Gli studi Titanus Elios, sulla via Tiburtina, dove, tra gli altri, in passato, sono stati girati molti western all’italiana, sono di proprietà di Titanus Elios, joint venture tra Titanus e Mediaset, con sette teatri più una tensostruttura a disposizione, dove vengono realizzati diversi programmi in onda sulle reti Mediaset, che a Roma, gestisce e utilizza anche i tre studi della Safa Palatino, vicini al Colosseo, per l’informazione. A Via Tiburtina, ad esempio, vengono registrati tutti i programmi della Fascino Gpt di Maria De Filippi.
La storia del cinema a Roma, però, va raccontata anche attraverso gli studios indipendenti dalle reti televisive, come gli Studios, ex De Paolis Incir, sulla via Tiburtina e gli ex Vides, oggi Videa, nel parco di Veio, oltre agli studi Voxson realizzati nel complesso industriale dove con quel marchio si producevano i tv color. «Nel 1995 gli studi sulla via Tiburtina erano sotto sequestro – racconta Daniele Taddei, attuale gestore degli Studios – e io vi entrai con il regista Louis Malle, che voleva girare un film su Marlene Dietrich. Malle morì alla fine dell’anno, ma riuscii a rilevare il sito, di proprietà del Comune di Roma, a cui pago l’affitto, dall’amministratore giudiziario». Studios, noti come De Paolis Incir, la cui costruzione si avviò nel 1938, ma venne portata a termine solo dopo la guerra, complice anche un bombardamento della Royal Force, contano nove teatri oltre ad un decimo non completato. Il teatro 5 è bruciato nel 1968 – a Roma purtroppo non è stata l’unica volta – e ha perso il tetto. Gli Studios sono da una parte rimasti legati all’artigianalità del cinema, costruendo le scenografie, dall’altra ospitano programmi televisivi ed eventi musicali.

