Il cinema a Viterbo: da I Vitelloni di Fellini a La Sindrome di Stendhal di Dario Argento

È il cuore della Tuscia ed è nota come la città dei Papi, ma Viterbo è anche e soprattutto terra di cinema. Sono tantissimi infatti i film girati tra i suoi vicoli, che vantano origini etrusche, ma che offrono alla macchina da presa anche imperdibili scorci medievali. A partire da quello che è probabilmente il film più celebre mai girato in questi luoghi: I Vitelloni di Federico Fellini.

Siamo nel 1953 e il celebre regista decise di venire a vivere a Viterbo dopo gli insuccessi delle pellicole Luci del Varietà e Lo sceicco bianco. In tasca aveva la sceneggiatura proprio de I Vitelloni – scritta come sempre insieme a Ennio Flaiano e Tullio Pinelli – con l’idea di ricostruire Rimini, la sua città natia, nel centro storico del borgo. C’è un motivo preciso dietro questa scelta all’apparenza inspiegabile: pur di avere Alberto Sordi nel cast, il regista preferì seguirlo nella sua tournée teatrale, portando le location dall’attore e non viceversa. Non sono del resto panorami nuovi a Fellini, che girò Luci del varietà a Capranica e che tornerà in Tuscia e a Viterbo persino per 8 1/2.

Viterbo

Se I Vitelloni è il film più iconico girato a Viterbo (da segnalare in particolare per le location Piazza delle Erbe), è pur vero che il capoluogo di provincia è stato da sempre particolarmente amato dai registi. Basti pensare a Paolo Sorrentino, che nella magica cornice di Villa Lante ha girato alcune scene di The Young Pope, ma anche Luigi Zampa ci girò Il Vigile e più recentemente Gianni Zanasi ha scelto la città per le riprese della commedia Troppa Grazia.

Una zona particolarmente amata dai registi è poi il quartiere medievale di San Pellegrino. Già negli anni ’30 il fascino dei vicoli dell’area conquistò Alessandro Blasetti che scelse di girarvi Vecchia guardia, mentre nel dopoguerra divennero lo sfondo di film in costume, tra cui Lucrezia Borgia (1953) di Christian-Jacque e Le notti di Lucrezia Borgia (1959) di Sergio Grieco. Impossibile poi non citare Il Decameron (1971) di Pier Paolo Pasolini.

Infine, è bene ricordare che Viterbo non solo è la terra che ha ospitato le riprese de Il Maresciallo Rocca, storica fiction con Gigi Proietti, ma anche quelle de La Sindrome di Stendhal di Dario Argento. Il celebre maestro dell’horror scelse infatti San Pellegrino, Piazza del Plebiscito e Piazza della Valle come location di alcune scene delle pellicola, arrivata poi nelle sale nel 1996 e che vede nei panni della protagonista Asia Argento. Viterbo non è solo sfondo in questo caso, ma quasi un protagonista muto del film: apertamente citata dai protagonisti, la città è infatti casa della poliziotta Anna Manni ed è davanti ad un quadro del Museo Etrusco che la donna sviene per la prima volta in un flashback all’interno del film. Storia, arte e luoghi si intrecciano dunque nel thriller psicologico del Maestro che disegna una Viterbo più oscura, ma sempre tremendamente affascinante.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo.

Viterbo

“Strappare lungo i bordi”: la Roma di Zerocalcare tra realtà e immaginazione

Strappare lungo i bordi è la seconda serie animata scritta e diretta...

Il Lazio più intatto e originario: viaggio nelle location de “Il primo re”

Il film del 2019 di Matteo Rovere ci porta in luoghi del Lazio...

L’eterno legame tra Roma e il cinema: 5 location da Trastevere a Casalbertone

Passeggiare per Roma è anche un meraviglioso modo di riscoprire la...

Scopri i film finanziati
ogni anno
dalla Regione Lazio.