Il Lazio più intatto e originario: viaggio nelle location de “Il primo re”

Il film del 2019 di Matteo Rovere ci porta in luoghi del Lazio selvaggi e misteriosi, bellissimi da visitare

Con un film che si pone tra mito e leggenda, fantasy ed epica, il regista Matteo Rovere ha dovuto tra le altre cose risolvere una difficile sfida: dove ambientarlo? Il primo re è il lungometraggio del 2019 che narra, rivisitando la leggenda, le vicende precedenti alla fondazione di Roma. L’anno è il 753 a.C., i protagonisti sono i gemelli Romolo e Remo, due pastori che all’inizio della storia vengono travolti da una piena del Tevere e finiscono, insieme ad alcuni membri della loro tribù, nella città di Alba Longa dove cadono in schiavitù. Di lì in poi inizia una serie di combattimenti e una dura campagna per riconquistare la libertà e il territorio – come finisce questa storia è noto, anche se non manca il colpo di scena. A interpretare il duo mitologico sono gli attori Alessio Lapice (Romolo) e Alessandro Borghi (Remo), che regalano entrambi una grande performance in un film che ha molti caratteri sperimentali, a partire dalla lingua protolatina parlata da tutti i personaggi, e che si cimenta con un genere pressoché inesistente nel panorama italiano. Ma in questa storia un ruolo centrale spetta alla natura. Siamo nell’antico Lazio, in un’epoca in cui boschi, ruscelli e fiumi sono sacri e potenti, a un tempo minacciosi e salvifici. Per questo sono state scelte alcune delle location più intatte e spettacolari della regione, veri e propri “santuari” naturali capaci di trasportarci in una dimensione senza tempo, misteriosa e selvaggia.

Vediamo alcuni dei luoghi che hanno ospitato le riprese del film.

Manziana e i suoi dintorni

 A una cinquantina di km da Roma, non lontano da Bracciano, la cittadina di Manziana è immersa in un panorama naturale molto particolare che già gli etruschi avevano consacrato al dio dell’oltretomba “Manth”. Non lontano dall’abitato si estende il Bosco di Macchia Grande, circa 580 ettari di fitta area boschiva composta perlopiù di cerri, ma anche di aceri, castagni e betulle. Questa selva, in cui sono state girate alcune scene del film, custodisce nel folto della vegetazione una grande biodiversità. Poco distante c’è la Caldera di Manziana, un altro spettacolo naturalistico che ha prestato la sua suggestione a Il Primo re. Si tratta di un’area paludosa in cui sono sparpagliate diverse polle gorgoglianti, ovvero emissioni gassose che creano delle bolle sulla superficie dell’acqua, un fenomeno del cosiddetto vulcanesimo secondario. Il paesaggio è reso ancor più affascinante dalla massiccia presenza di argilla e dalla macchia mediterranea che circonda e protegge la palude

Piccoli geyser nella Caldera di Manziana © Albarubescens / Wikimedia Commons / CC-BY-SA-3.0

Bosco di Foglino

Il set del film ha fatto tappa anche in questa meravigliosa area boschiva che si trova nei pressi di Nettuno, in provincia di Latina. Il bosco odierno è un residuo della vasta Selva del Circeo e di Terracina, conosciuta già in epoche antichissime e un tempo di dimensioni enormi. Ancora oggi il colpo d’occhio è impressionante. Nei circa 550 ettari di foresta cresce una vegetazione fittissima con oltre 400 specie di piante, dominate dalle querce. Questa grande oasi verde, caratterizzata anche dalla creazione di pozze stagionali, ha un suo microclima e ospita al suo interno numerose specie animali.

Il bosco di Foglino © Albarubescens / Wikimedia Commons / CC-BY-SA-3.0

Monti Lucretili

Tra le altre località che hanno fatto da sfondo a Il primo re c’è anche questa breve catena montuosa che si estende tra la provincia di Roma e quella di Rieti e che fa parte dell’omonimo parco naturale. La vetta più alta supera i 1300 metri, ci troviamo tra rocce calcaree, a volte con rilievi aspri, dove non mancano i fenomeni carsici come le doline, fluiscono acque termali e abbondano ruscelli e corsi d’acqua che formano anche notevoli cascate. La flora è assai varia a seconda della zona e dell’altitudine, si passa ad esempio dalla macchia mediterranea alle fitte faggete o ai terreni da pascolo. In queste terre si muovono inoltre numerosi animali tra cui le volpi e i lupi, i ghiri e le martore, mentre sulle cime dei monti non è raro avvistare i falchi pellegrini o le aquile reali.

Il pratone nel Parco dei Monti Lucretili © V.lattanzi / Wikimedia Commons / CC-BY-SA-3.0

 

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