Il territorio della Tuscia ha origini antichissime e storicamente andava ad indicare una vasta area divisa in tre distretti: la Tuscia Romana, che oggi coincide con la provincia di Roma nord; la Tuscia Ducale, sottoposta all’allora Ducato di Spoleto e la Tuscia Longobarda, coincidente con l’odierna regione Toscana. Ad oggi viene identificata con la provincia di Viterbo. Si tratta di un luogo in cui ha avuto origine la civiltà etrusca ed è caratterizzata da vasti monti e laghi vulcanici.

La Tuscia, inoltre, si distingue per i suoi parchi misteriosi e i palazzi suggestivi presenti nel cuore del Lazio, che hanno fatto e continuano ancora ad oggi a fare da sfondo a numerosi film, incantando il pubblico con la sua bellezza naturale, il suo patrimonio storico e la sua atmosfera unica. Dai paesaggi mozzafiato alle antiche rovine la Tuscia offre un assortimento di location che hanno ispirato registi di tutto il mondo. In questo articolo, esploreremo alcuni dei film più celebri girati in questa località e scopriremo perché la Tuscia continua ad essere una scelta ambita per le produzioni cinematografiche.

CIVITA DI BAGNOREGIO: UNO SCENARIO UNICO

Civita di Bagnoregio, conosciuta anche come “la città che muore” data dalla sua posizione su un’alta rupe è una delle location preferite dai registi di tutto il mondo per le sue atmosfere suggestive e il suo fascino senza tempo. Questo borgo medievale, situato nella regione del Lazio, ha fornito lo sfondo perfetto per una varietà di film, uno tra i più importanti “Il medico e lo stregone” del 1957, diretto da Mario Monicelli, con un cast importante come De Sica, Sordi e Mastroianni. Il film include diverse scene iniziali girate a Civita di Bagnoregio, periodo in cui ancora il borgo era accessibile solo tramite una stradina, il ponte presente ad oggi che collega la cittadina ai paesi circostanti è stato costruito successivamente, nel 1965.

Civita di Bagnoregio non fa da sfondo solo ai film ma è anche fonte d’ispirazione, come nel caso di Hayao Miyazaki che creò il suo terzo cortometraggio “Laputa – Castello nel cielo” solo dopo aver visto delle immagini di Civita. Il regista, premio oscar, fu talmente tanto affascinato e incantato dalla ‘città che muore’ che la visitò nel 1990.

Anche la regista Alice Rohrwacher, ha scelto recentemente Civita di Bagnoregio come location per il suo film “Lazzaro Felice”, finanziato dalla Regione Lazio tramite il bando ‘Lazio Cinema International’ per poi essere premiato come miglior sceneggiatura al festival di Cannes 2018. Pellicola data da un fantasioso compromesso tra la fiaba e il dramma, creando un’ottima correlazione tra la trama ed il borgo utilizzato. Sono proprio le prime scene del film a rappresentare la grande distesa di boschi e colline del paesino laziale che vanno ad unirsi in modo perfetto con lo stato d’animo del protagonista Lazzaro, un luogo intatto dove il tempo sembra essersi fermato e che si contrappone ad un mondo invece che corre veloce.

 

CALCATA PROTAGONISTA AL CINEMA

Il pittoresco borgo medievale di Calcata, situato nella regione del Lazio, ha catturato l’immaginazione di registi cinematografici per decenni. Con le sue stradine lastricate, i vicoli tortuosi e le case di pietra dal fascino senza tempo, Calcata offre uno sfondo perfetto per una varietà di storie cinematografiche. Numerosi registi hanno scelto questo luogo incantevole per ambientare i loro film, contribuendo così a far conoscere la bellezza e il fascino di Calcata al pubblico internazionale.

I film girati in questo borgo offrono al pubblico un’opportunità unica di immergersi nelle sue atmosfere suggestive e nelle sue storie avvincenti come nel film “Le avventure di Pinocchio” girato nel 1972 da Comencini che ha saputo sfruttare al meglio l’ambientazione naturale di Calcata, utilizzando le sue strade tortuose e i suoi edifici antichi per creare un’atmosfera di autenticità e nostalgia. Le scene girate nel borgo sono intrise di una magia senza tempo, che si fonde perfettamente con la trama avventurosa e fantastica del film, ricreando l’atmosfera magica e fiabesca del borgo toscano descritto da Collodi. Molte scene sono state realizzate anche nel Palazzo Baronale di Calcata che rappresenta un importante esempio di architettura medievale e rinascimentale nella zona.

 

IL MONDO FIABESCO DEL PARCO DI BOMARZO

Un’altra location utilizzata per diverse riprese cinematografiche e presente sempre all’interno della Tuscia è Il Parco dei Mostri di Bomarzo, noto anche come Sacro Bosco o Giardino di Bomarzo. Questo luogo unico, caratterizzato da statue e sculture di pietra di dimensioni monumentali, offre un’ambientazione suggestiva e spesso surreale, che lo rende ideale per film che richiedono un’atmosfera fiabesca o misteriosa.

Grazie al timore e alla suggestione che viene manifestata dal parco, nel 1964 Luciano Ricci e Lorenzo Sabatini, accreditati rispettivamente come Herbert Wise e Warren Kiefer, decidono di girare il film “Il castello dei morti vivi”, una pellicola in bianco e nera caratterizzata da un ambiente tenebroso, compreso di sotterranei, laboratori, fiaccole ma ciò che cattura l’attenzione è  soprattutto la grotta, la gola di una faccia di pietra con due fori che rappresentano gli occhi e la bocca enorme spalancata in un urlo. La malinconia del film si addice perfettamente a quella del giardino, caratterizzato da marionette, statue, mascheroni e edifici strani.  Questa location inoltre ha visto cimentarsi registi come Vittorio De Sica, Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini; e proprio quest’ultimo ha girato una sequenza di un episodio del film “Le Streghe” creando un’atmosfera incantata e surreale grazie allo sfondo del parco di Bomarzo.

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