“Strappare lungo i bordi”: la Roma di Zerocalcare tra realtà e immaginazione

Strappare lungo i bordi è la seconda serie animata scritta e diretta da Zerocalcare (dopo Rebibbia Quarantine), distribuita e prodotta da Netflix esattamente un anno fa, nel novembre del 2021.

La serie (senza fare spoiler) racconta il viaggio di Zerocalcare e dei suoi due amici di sempre, Sarah e Secco, verso una particolare destinazione che per alcune puntate resta misteriosa.

Durante il viaggio, nella mente di Zerocalcare si susseguono ricordi e flashback della sua vita e del suo quartiere, dall’infanzia all’adolescenza fino agli anni più recenti.

Proprio in questi momenti di ricordo e flashback, l’autore inserisce riferimenti a location e luoghi romani ben precisi, oggi completamente stravolti oppure scomparsi. Per individuarli, analizzeremo alcuni frame estrapolati dalla serie, gli indizi sono molteplici.

Prima di tutto ricordiamo che Zerocalare è originario della zona Rebibbia – Ponte Mammolo e il suo quartiere, per chi lo conosce, è facilmente riconoscibile da elementi architettonici e dettagli che appaiono nelle scene della serie. Nei primi minuti del primo episodio, per esempio, sono visibili alcune fermate della Metro B, tra cui il capolinea Rebibbia e Ponte Mammolo, ovviamente rielaborate nello stile inconfondibile di Zerocalcare. Entrambe le fermate sono contraddistinte da diversi murales, uno di questi è dello stesso Zerocalcare, il famoso Mammut all’ingresso della metro di Rebibbia, ormai divenuto simbolo del quartiere. Accanto all’opera, l’autore ha scritto queste parole:

«Welcome to Rebibbia. Fettuccia di paradiso stretta tra la Tiburtina e la Nomentana, terra di Mammuth, tute acetate, corpi reclusi e cuori grandi. Qui ci manca tutto, non ci serve niente».

Zerocalcare è noto anche per le sue posizioni politiche e molti dei suoi primi lavori erano legati proprio all’ambiente dei centri sociali romani e alla scena punk hardcore della Roma degli anni novanta e dei primi anni del duemila. In uno dei molti flashback attorno a cui si struttura Strappare lungo i bordi, Zerocalcare ha inserito un luogo a lui molto caro, il centro sociale occupato autogestito La Strada, a Garbatella.

In una scena della serie, quando il protagonista ripensa a un concerto a cui era andato, dietro al palco si legge perfettamente la scritta “La Strada”, con tanto di bandiera con la stella rossa cerchiata. Ma ci sono anche altri riferimenti alle lotte sociali e politiche di quegli anni, sui muri e nei poster che appaiono nello sfondo, con date e immagini riprodotte fedelmente. In questo caso la location è illustrata così com’era in realtà, a differenza di altre che ora vedremo.

Per esempio, in un’altra scena, Zerocalcare va al cinema a vedere un film: il cinema citato è un generico “Cinema Roma”.

Il Cinema Roma esisteva davvero nella capitale, faceva parte della catena “Ferrero Cinemas” e si trovava a Trastevere, tra Piazza Mastai e Piazza Sonnino. Ormai è chiuso da molti anni.

Nella serie il cinema viene illustrato come possiamo vedere nel frame qui sotto, ma non c’entra davvero nulla con il vero Cinema Roma, sembra più assomigliare ad un altro noto luogo che si trova nella zona di San Giovanni: il Teatro Orione.

Il teatro Orione a San Giovanni

Il vecchio Cinema Roma a Trastevere

Come possiamo vedere coincidono molti elementi tra l’ingresso del Teatro Orione e l’immagine realizzata da Zerocalcare, forse perché poche scene più avanti appare un altro luogo che si trova sempre in zona San Giovanni, la pizzeria dove il protagonista si arrovella sulla ormai cult “pizza Stocazzo”.

Nella serie, Zerocalcalre, accompagnato dal personaggio di Secco, va a mangiare nel fantomatico locale “Pizza Pazza”, che apparentemente non si può rintracciare in una zona geografica precisa della capitale, dato che la pizza “Stocazzo” non esiste nella realtà (anche se dopo la serie, la “Pizzeria Da Teo” a Testaccio ha introdotto nel menù una pizza proprio come quella descritta nella serie).

Nell’episodio, la pizzeria “Pizza Pazza” sembrerebbe quasi trovarsi nella zona limitrofa al “Parchetto” dove sono ambientate numerose scene di varie puntate, ma a Roma esiste davvero una sola pizzeria che si chiama “Pizza pazza”: si trova in Via Albalonga, per nulla distante dal Teatro Orione. L’insegna della vera pizzeria è in effetti molto simile a quella disegnata da Zerocalcare, ma le somiglianze si fermano all’esterno, poiché gli interni non sono affatto paragonabili.

La pizzeria Pizza Pazza di San Giovanni a Roma

Zerocalcare è inoltre un grande appassionato di anime giapponesi e film d’animazione asiatici e nella serie ha inserito diverse citazioni da opere di quel genere. La più riconoscibile è un omaggio a La città incantata. Nella scena della pizzeria, a un certo punto Zero si immagina di essere trasformato in fango, una metafora della sua difficoltà a prendere le distanze da “appiccicose abitudini”.

Il mostro di fango nel quale Zerocalcare si immedesima è praticamente identico allo spirito sporco e puzzolente che arriva alle terme della strega Yubaba nel film di Hayao Miyazaki.

Zerocalcare si tramuta in un mostro di fango

Per tutti gli appassionati di manga e anime, vale la pena ricordare un importante evento arrivato ormai all’ottava edizione che si svolgerà a Roma in questi giorni: si chiama appunto “La città incantata” e quest’anno è dedicato al rapporto tra fumetto, animazione e cinema.

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